
| Titolo originale | Erin Brockovich |
|---|---|
| Diretto da | Steven Soderbergh |
| Con | Julia Roberts, Aaron Eckhart, Albert Finney |
| Genere | Commedia |
| Recensione di oscar |
|
Julia Roberts sacrifica la sua immagine di sofisticato bon ton per mettersi nei panni di una tamarra di periferia che dal niente, con la sua forza di volontà, riesce a realizzarsi.
Erin Brockovich è madre di tre figli, separata, si arrabatta per vivere come può; riesce a farsi assumere da un avvocato un po’ imbolsito come segretaria, tra gli sguardi perplessi (o palese ostilità) del resto dello studio e, imparando a destreggiarsi tra le scartoffie (o nel tentativo di farlo), si accorge di qualcosa di storto… Con la classica intreprendenza americana, sfidando tutti quelli che cercano di dissuaderla, si mette ad indagare prima per conto suo, poi con l’appoggio del suo datore… Ne emerge la possibilità di una causa legale per milioni di dollari che coinvolge decine di famiglie distrutte dalle conseguenze del rilascio abusivo di sostanze altamente tossiche e cancerogene da parte di una potente industria. La storia è sempre quella, Davide contro Golia, la piccola e determinata Erin contro la grande industria pronta a tutto. Premio Oscar a Julia Roberts per l’interpretazione, effettivamente buona ma non travolgente (la preferiamo nelle commedie romantiche dove è più a suo agio); Sodenbergh del suo ci mette qualche dettaglio intimista sulla famiglia della Brockovich e le sua abituale fotografia “trattata”. Spesso si sbanda pericolosamente verso l’americanata da legal thriller, ma nell’iniseme è un buon film. Forse un po’ sopravvalutato, ma sicuramente buono.
Dignitoso
|
| Recensione di ferro84 |
|
Se Julia Roberts non ha avuto quel nomignolo di "fidanzatina d'America" cioè quel MARCHIO che ti condanna per tutta la vita a recitare il ruolo di sfigate in cerca del principe azzurro (Meg Ryan o Sandra Bullock ne sanno qualcosa) lo deve proprio a questo film.
A parte l'Oscar, meritatissimo, il film ripercorre le tematiche già viste nel suo precedente Rapporto Pellican (avviccente)eliminando il thriller e aggiungendo il fattore legal movie. Una donna sola in lotto contro le multinazionali che avvelenano il paese. Convince la sceneggiature e le il personaggio molto reale, mai caricaturale, il merito di Sodelbergh è di non aver fatto della Roberts la Wonder Woman della situazione, questo a fatto si che lo spettatore si potesse immedesimare appassionandosi. Bello
Dignitoso
|





i film di domani